Tim Linhart, lo scultore della musica di ghiaccio

Tim Linhart è originario del New Mexico, un ambiente ben lontano dai ghiacciai… Forse proprio per questo l’artista dell’Ice Music festival è cresciuto con la passione per l’inverno e lo sci.

Ma dove è nata l’idea della musica di ghiaccio?
Un inverno Tim fece un accordo particolare con il gestore di un impianto sciistico: sculture di ghiaccio in cambio di uno ski pass.
Lavorando a lungo questo materiale così effimero e resistente allo stesso tempo, l’artista capì che da esso potevano scaturire suoni tutti particolari, intensi, quasi celestiali. Fu così che iniziò a creare i suoi strumenti musicali di ghiaccio, dando vita alla spettacolare Ice Music.

Oggi, dopo 36 anni di esperienza da scultore del freddo, Tim riesce a creare vere orchestre di ghiaccio: violini, violoncelli, viole, contrabbasso, banjo, mandolino, chitarre, batteria, xilofono, flauti di pan e percussioni.
In tutto l’artista ha creato 16 intere orchestre da 20 strumenti musicali ognuna i cui concerti emozionano gli spettatori un po’ in tutto il mondo.

Tim Linhart a Pontedilegno-Tonale

Tim Linhart a Pontedilegno-Tonale

Questo visionario artista del ghiaccio, dopo la positiva esperienza della 1° edizione dell’Ice Music Festival nel 2019, è tornato nel nostro Comprensorio per ricreare il teatro igloo a 2.600 metri sul Ghiacciaio Presena e per scolpire gli splendidi strumenti musicali trasparenti dando così vita alla seconda edizione di Ice Music. Questi strumenti di ghiaccio, nelle mani di esperti musicisti, fanno vibrare la neve della montagna e il cuore degli ascoltatori.

Ecco il progetto dell’Ice Music Festival spiegato con le parole di Tim Linhart.

 

Perché creare un teatro in un igloo?

 “La struttura dell’igloo, che ospiterà la sala concerti Ice Music da 300 posti, è un edificio che concilia i bisogni del pubblico, dei musicisti e degli strumenti di ghiaccio. Questi ultimi sono – come è facile comprendere - influenzati dalle condizioni che li circondano. Il design permette la ventilazione naturale del caldo emanato dal respiro degli spettatori, conducendolo verso l’alto e fuori dalla struttura, mentre gli strumenti rimangono nell’aria fredda all’altezza del palcoscenico. L’igloo mantiene uno “spazio sicuro” per gli strumenti nel quale le condizioni rimangono ideali per produrre ottima musica”.

 

Qual è il messaggio che vuole veicolare?

“La sala concerti Ice Music e l’orchestra sono costruiti con le stesse molecole di H2O di cui siamo fatti noi. Ovunque si trovi l’acqua, sulla terra, troveremo vita; tranne dove l’acqua è congelata: ghiaccio. La mia intenzione come artista è di dare vita al ghiaccio, dare forma ai vari strumenti in modo che si sveglino quando le corde vengono strette ed abbiano una voce.
Se esiste un messaggio, lo lascio al dialogo che gli strumenti di ghiaccio avranno con ogni singolo spettatore. L’unica cosa di cui possiamo essere sicuri è che tutto ciò che è fatto di acqua o ghiaccio cambia in continuazione: congelandosi, sciogliendosi, evaporando, scorrendo, respirando, crescendo, vivendo e morendo. La natura temporanea e fragile del ghiaccio ci ricorda il destino che condividiamo con lui, che è quello della trasformazione. Questa mortalità subliminale ci avvicina al momento attuale ed enfatizza l’esperienza di Ice Music”.

 

Cosa si prova ad ascoltare la musica in un igloo?

“L’intera esperienza di Ice Music è ultraterrena. Salire su una montagna di notte è già abbastanza avventuroso. Entrare in una sala concerto all’interno di un igloo è come entrare in una discoteca in paradiso: l’orchestra di ghiaccio e le mura scintillano e risplendono, irradiando i fluidi colori dell’arcobaleno. Le regole dell’architettura vengono trasformate per la natura del ghiaccio: dritto non è più un termine pertinente, le curve scorrono verso gli archi e le volte. Non c’è niente che assomigli ad un angolo.
Molta gente arriva non sapendo cosa aspettarsi, sono curiosi ma hanno seri dubbi che gli strumenti di ghiaccio possano creare suoni. È difficile crederlo. Quando il gruppo musicale inizia a suonare sono deliziati dalla bellezza quasi angelica della voce del ghiaccio. Si sorprendono che i musicisti siano capaci di suonare musica di alta qualità, così complessa, in un ambiente così freddo. Ogni aspetto dell’esperienza supera le loro aspettative.
La definizione di magia è qualcosa che è inverosimile ma che accade comunque. Suona come un cliché, ma è veramente un’esperienza magica assistere ad un concerto di Ice Music. L’esperienza amplia la nozione di cosa sia possibile e dà alla gente una speranza indefinibile. È edificante”.

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