La protezione del Ghiacciaio Presena tra passato e futuro

Dal 2008 copriamo il Ghiacciaio del Presena con i teli geotessili, particolari tessuti in grado di ridurre del 50% lo scioglimento estivo di neve e ghiaccio. Siamo consapevoli che, purtroppo, i teli non rappresentano la soluzione al problema: rallentano, ma non bloccano, la fusione del ghiacciaio. Nonostante questa protezione, e nonostante ogni inverno sul ghiacciaio si depositino 350.000 mᶾ di neve, registriamo infatti una perdita annuale di 600.000 mᶾ di massa glaciale.

La vera soluzione consiste nell’adozione di misure internazionali non più rimandabili per la protezione dell’ambiente con lo scopo di ridurre le emissioni dei gas responsabili del riscaldamento globale.

In questa pagina potrai ripercorrere passo a passo questa piccola ma grande lotta per salvare uno dei ghiacciai italiani più importanti, tanto importante per l'equilibrio naturale delle nostre montagne quanto per le comunità che vivono ai suoi piedi. 

1969: Il Presena protagonista dello sci

1969

A partire dagli anni ’60 ci fu un vero boom dello sci; fin da subito il Ghiacciaio Presena, rivolto a nord e quindi capace di conservare la sua neve fino all’estate, conquistò gli appassionati di questo sport.
I cambiamenti climatici però non hanno tardato ad avere i loro effetti negativi: lo sci estivo sul ghiacciaio, iniziato nel 1969, termina già all’inizio degli anni 2000.

2000: affiorano le prime rocce dal ghiaccio

All’inizio degli anni 2000 iniziano ad affiorare alcune rocce a metà ghiacciaio: la paura è che il ghiacciaio si "divida" letteralmente a metà generando due porzioni separate.
La società Carosello, proprietaria degli impianti di risalita del Ghiacciaio Presena e parte del Consorzio Pontedilegno-Tonale, propone una soluzione innovativa: l'impiego di teli geotessili, ovvero tessuti particolari in grado di proteggere il ghiaccio durante i mesi caldi.
Il progetto, realizzato con il supporto scientifico dei Comitato Glaciologico Italiano e Trentino e dell’Università di Milano, viene in parte finanziato dalla Provincia autonoma di Trento.

2008: la prima copertura con i teli

2008

La prima stesura dei teli geotessili avviene nel 2008. Si sceglie di coprire la parte centrale del ghiacciaio (la più fragile) e le zone sotto agli skilift la cui struttura, all’epoca, poggiava direttamente sul ghiaccio: una situazione potenzialmente pericolosa in caso di instabilità.  

Dopo 6 anni i risultati sembrano buoni: il ghiacciaio non si è spezzato in due e i teli in estate riescono a preservare uno spessore di ben 2.5 metri di neve (130.000 mq di neve). I benefici ambientali e per lo sci sono evidenti.

La porzione di ghiacciaio non coperta dai teli, invece, risulta essersi abbassata di ben 11 metri.

La società Carosello decide quindi di portare avanti il progetto in autonomia, affrontando ogni anno costi che ammontano a € 350.000 (acquisto e stesura dei teli, manutenzione, corrente, manodopera).

2014: lo studio dell'Università di Milano

Le analisi dell’Università di Milano del 2014 hanno messo in evidenza che il telo geotessile è in grado di ridurre lo scioglimento estivo di neve e ghiaccio del 52%.
Le zone coperte hanno evidenziato un assorbimento di energia solare del 36% contro il 57% delle porzioni scoperte. 

Sempre più evidente risulta il bisogno di attuare misure ben più ampie, a livello globale, per arrestare l'aumento delle temperature e il conseguente scioglimento dei ghiacciai perenni. 

2021: l’analisi in prospettiva del MUSE

Nel 2021 il MUSE (Museo delle scienze di Trento) ha svolto un’analisi per determinare l’evoluzione del Ghiacciaio Presena alla fine del presente secolo con una modellazione di superfici, volumi e spessori del ghiacciaio; lo studio si è basato sulle variazioni glaciali trascorse e con il confronto della fusione che avviene in aree scoperte e in quelle coperte dai teli.

L’analisi ha poi determinato il futuro del ghiacciaio in base a diversi scenari di emissione di gas serra, definiti recentemente come SSP (Shared Socioeconomic Pathways). Gli scenari SSP esaminano come la società globale, i dati demografici e l'economia potrebbero cambiare nel prossimo secolo e come le scelte influenzeranno le emissioni di gas serra. L’evoluzione del Ghiacciaio Presena è stato così determinato nei seguenti 4 scenari SSP:

  • SSP1-2.6 Low Emission. Picco delle emissioni prima del 2025 con discesa lenta (-3% annuo) sino al 2030 e zero emissioni nette al 2075;
  • SSP2-4.5 Intermediate. Emissioni in crescita leggera, picco (45 Gton) al 2050 e solo dopo decrescita delle emissioni con uno zero emissioni nette al 2100;
  • SSP3-7.0 High Emission. Crescita lineare delle emissioni sino a fine secolo;
  • SSP5-8.5 very high Emission. Crescita più che lineare delle emissioni con picco al 2080.

Il grafico seguente mostra l’evoluzione dei volumi del ghiacciaio nei 4 scenari SSP considerando un ghiacciaio naturale, come se il Presena non fosse più coperto dai teli.

L’andamento decrescente con il tempo è il risultato di un continuo bilancio negativo. Secondo il modello, la totale estinzione della massa glaciale si raggiungerebbe indicativamente nei seguenti anni:

Scenario        

  • SSP1-2.6 ~ 2100
  • SSP2-4.5 ~ 2090
  • SSP3-7.0 ~ 2075
  • SSP5-8.5 ~ 2075

Attraverso un monitoraggio estivo si è però visto che i teli sono in grado di dimezzare le perdite che avvengono in condizioni naturali, confermando la loro utilità nel ridurre la fusione estiva. La conservazione della neve e del ghiaccio offerta dai teli durante l’estate si è dimostra vantaggiosa per contrastare una dinamica glaciale che, in un’ottica di evoluzione naturale (senza teli), porterebbe il ghiacciaio allo zero volumetrico entro il 2070-2075 (nel peggiore scenario di emissione di gas serra).

Considerando un ghiacciaio che in futuro resterà sempre coperto dai teli lo zero volumetrico non si raggiunge mai. Infatti, sul Presena resterà sempre presente un’estensione di ghiacciaio pari all’estensione dei teli (considerata, però, unicamente artificiale!). Negli stessi anni in cui sarà raggiunto lo zero volumetrico in condizioni naturali il Ghiacciaio di Presena apparirà, quindi, come una massa di forma regolare e rettangolare di superficie identica alla superficie dei teli.

Fin qui è stato preso in considerazione il VOLUME del ghiacciaio, ma è necessario considerare anche un altro aspetto: lo SPESSORE del ghiaccio.

Lo spessore è destinato a ridursi nel tempo e nei diversi scenari SSP, a causa dell’aumento delle temperature che determinano le precipitazioni nevose invernali. Lo spessore di ghiacciaio è stato rappresentato lungo un ideale transetto, da monte verso valle lungo la pista da sci, e l’analisi svolta basandosi sugli SSP ha restituito questa immagine (qui si riporta solo lo scenario SSP3-7.0):

Analisi evoluzione

Il modello ha restituito, fino al 2030 (linea rossa), una pressoché stazionarietà dello spessore di ghiacciaio sotto ogni scenario di emissione e capace di riempire la depressione presente poco a monte della stazione intermedia posta a 2.720 m. La stessa depressione viene liberata dal ghiacciaio nel 2080 (con qualsiasi scenario di emissione) determinando una inappetibilità della pista da sci in quanto gli sciatori si troveranno costretti ad affrontare un'importante contropendenza.

Anno

Caratteristiche contropendenza

2030:

sempre colma

2060:

vuota con scenario SSP2-4.5 ma, seppur poco, anche con scenario SSP1-2.6

2080:

senza ghiaccio in ogni scenario di emissione

 

2022: iniziative per riflettere ed agire

2022

Festival del ghiaccio e dell'acqua 

I nostri eventi Ice Music Festival e Water Music Festival sono stati creati non solo per creare un momento di cultura e musica sulle nostre montagne, ma per portare gli spettatori ad una riflessione sull’importanza dell’acqua e sulla sua precarietà... Ad esempio nelle edizioni 2019 e 2020 Ice Music Festival abbiamo visto che la sola presenza di tanti spettatori nell’Ice Dome rendeva necessaria la riaccordatura degli strumenti di ghiaccio tra un brano e l’altro.

Nel 2021 il primo Water Music Festival è nato coinvolgendo i bambini delle scuole dell’obbligo del nostro comprensorio: proprio loro hanno inventato una storia per spiegare a tutti l’importanza dell’acqua. La favola “Il mistero dell’acqua perduta” è andata in scena durante tutta l'estate trasmettendo il messaggio molto forte di un territorio destinato a morire perché rimasto senza acqua.

La seconda vita dei teli geotessili 

Nel 2021, nel mese di marzo, i teli sono diventati anche un’installazione artistica presso la Universität der Kunst di Berlino; l'esposizione è avvenuta grazie al progetto "The Invisible Mountain" di Giovanni Betti, Professore universitario dell’Università della California. Da maggio a novembre l'installazione è stata portata alla Biennale di Architettura di Venezia dove è stata visitata da migliaia di persone. I visitatori hanno potuto camminare sotto questo telo sospeso e nel farlo hanno sperimentato il vuoto che rappresenta la scomparsa dell’ambiente che il telo stesso cerca di proteggere.

Da qui è partita anche la volontà del Consorzio di dare una seconda vita ai teli dismessi, identificando progetti di economia circolare che possano allungarne il ciclo di vita, nonché individuare strategie per l’upcycling affinché l’intero processo possa essere completamente environmentally friendly.

Domande e risposte in pillole


I teli geotessili sono strisce bianche di TNT larghe 5 metri e lunghe 70 metri; inizialmente termosaldate tra loro, oggi i lembi vengono cuciti eliminando l'iniziale scarto di materiale annuale .

Ecco le caratteristiche di un telo geotessile:

  • non ha trama né ordito
  • pesa 500 gr. al mq
  • 4 mm di spessore
  • resisten agli strappi
  • costa 2 € al mq

 


Anno dopo anno la superficie di ghiaccio coperta dai teli è costantemente cresciuta: dai 40mila m² del 2014 ad oltre 100mila m² del 2021... Più di 300 teli impiegati!

  • 2016: 50.000 mq di teli
  • 2017: 65.000 mq di teli
  • 2018: 80.000 mq di teli
  • 2019: 100.000 mq di teli
  • 2020: 110.000 mq di teli
  • 2021: 110.000 mq di teli

 


Lo sci sul Presena terminerà  prima dello scioglimento completo del ghiacciaio in quanto l’arretramento della massa glaciale comporta inevitabilmente un cambiamento morfologico del ghiacciaio stesso.  

Dagli studi emerge che, fino al 2030, la stazionarietà del ghiacciaio continuerà a riempire la depressione geologica situata sopra la stazione intermedia. Se non verranno applicate rigide norme globali per la protezione del clima, però, la depressione inizierà a notarsi nella seconda metà del presente secolo ed emergerà completamente entro il 2080. Ciò comporterà una contropendenza che prima renderà difficile e poi impossibile lo sci sul ghiacciaio. 

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